martedì 1 maggio 2012

Padania (Afterhours) 2012 -Germi


Ascoltando un nuovo lavoro degli Afterhours bisogna tenere presenti almeno queste semplici verità: ogni disco degli After non è mai identico al precedente, ogni disco degli After anche se vario ha una sua forte coerenza interna.
Quali sono allora le caratteristiche di Padania? Basta leggere i musicisti e gli strumenti che sono elencati nel libretto per capire che si tratta di un lavoro musicalmente molto denso; la principale notizia è quella del ritorno di Xabier Iriondo, il rumoroso chitarrista che tanto ha fatto su Pop kills your soul e sui primi tre dischi in italiano. Non c'è tuttavia un ritorno al revival del suono della metà degli anni '90; le chitarre e gli altri strumenti si intrecciano in una maniera totalmente nuova che è quella del patchwork: molti pezzi hanno continui cambi di tempo, riff che si intrecciano, voci che si rispondono (Ci sarà una bella luce, Giù nei tuoi occhi, Spreca una vita, Io so chi sono). Questo è quello che spiazza rispetto ai lavori precedenti e ci vogliono un po' di ascolti per accettare la nuova forma espressiva anche al di là del fatto che alcuni pezzi del patchwork sono migliori di altri più discreti. Manuel Agnelli vocalmente è molto in forma, riesce ad alternare diversi modi di cantare e la migliore prova della sua tecnica la dà nell'iniziale Metamorfosi che fa venire in mente Demetrio Stratos; tuttavia aver allargato così tanto lo spettro espressivo non ha avuto solo effetti positivi: quando sputa parole in un tono basso a volte non sembra molto convincente e questo crea un ulteriore effetto spiazzante, considerata la sicurezza con cui mescolava ironia e rabbia nei primi dischi in italiano.
Tra i brani che hanno una struttura più tradizionale spicca per la sua potenza il primo singolo La tempesta è in arrivo, mentre la rumorosa Fosforo e blu si butta troppo facilmente in casino (un po' come nel disco precedente faceva Neppure carne da cannone per Dio). Altro elemento forte del disco sono le canzoni in cui c'è molta chitarra acustica: Padania, Costruire per distruggere, Nostro anche se ci fa male e La terra promessa si scioglie di colpo sono degli autentici capolavori; sono anche alcuni dei brani in cui i testi sono meglio articolati e più memorabili (“ma tu hai imparato ad amare il tuo dolore/ piuttosto che non amarmi più” da Nostro anche se ci fa male).
I testi poi meritano un discorso a parte: Padania non è un disco che parla di politica; per gli After ogni discorso che riguarda la collettività parte sempre dal sentire personale, “c'è una dittatura/ perché c'è qui dentro me”, dalla consapevolezza che la verità è che la gente sta male. Con questo lavoro ci troviamo dentro un Paese allo sfascio: “cadremo tutti e poi festeggeremo la liberazione dal nostro dovere” in cui si può avere un sogno ma poi “non ricordi cos'è che vuoi” , in cui “fare parte della gente/ senza appartenere a niente”, “siamo un pubblico che spia un incidente”.
Preparatevi ad ascoltare un lavoro non facile, con alcuni momenti brutti che dovrete sapere distinguere da quelli belli; un disco che vi metterà alla prova come ascoltatori. 

domenica 22 aprile 2012

Il Record Store Day a Genova

Il terzo sabato di aprile viene festeggiata in tutto il mondo musicale (=Stati Uniti, Regno Unito e poi i Paesi che vogliono aderire) la Giornata del Negozio di Dischi indipendente, cioè il negozietto non legato alle grosse catene di distribuzione ma gestito da un proprietario che, normalmente, non è un semplice commesso ma un appassionato di musica.
Premetto subito che non voglio fare il moralista che dice che stiamo uccidendo i piccoli negozi: scarico e ascolto musica tramite internet, compravo dischi dalle grandi catene (data la situazione genovese direi che adesso non ne comprerò più) e compro molto grazie alle offerte di vari siti. Il negozio di dischi è stato importantissimo per me durante l'adolescenza, quando non avevo internet e non potevo andare spesso in centro a spulciare tra i cd della Ricordi e adesso è un luogo importante per vedere non solo un catalogo di dischi disponibili (per quello c'è già internet), ma per scoprire i gusti musicali del negoziante in base a come sistema i dischi e per scoprire se propone roba che neanche conosco. Il problema è che per sostenere i negozi a volte bisogna essere disposti a spendere 1 o 2 euro in più rispetto all'offerta che c'è su internet, e questo non sempre ce lo si può permettere. Il problema -sempre che una persona sia intenzionata a spendere soldi per comprare musica, questo è ovvio -è del mercato: un negozio di dischi deve riuscire ad avere dei prezzi concorrenziali, non è colpa dei clienti se non possono o non vogliono spendere soldi in più per avere lo stesso disco che comprerebbero su Amazon.
Finita questa prima parte posso dirvi cosa ho visto ieri nei due negozi che ho visitato a Genova: da Taxi Driver avevo ordinato alcuni vinili che purtroppo non sono arrivati, anzi credo che non sia proprio arrivato nulla dei prodotti legati al Record Store Day...tuttavia il negozio faceva sconti del 20% e così ne ho approfittato prendendo un vecchio disco dei Fugazi.
Disco club era invece ben organizzato, lo si vedeva già dal sito che pubblicizzava diversi show case. Qui c'erano alcuni vinili (io sono arrivato alle 17 e il titolare mi ha detto che molti lavori erano già stati venduti...) ma nulla che mi interessasse particolarmente. Ho preso allora Padania degli After (nei prossimi giorni lo recensirò) e un vinile stampato dal negozio stesso per il Record Store Day del 2010: si tratta di uno split degli En Roco con gli Electric Fried Chicken!. Il pezzo degli En Roco, Carta, è un gradevole brano di pop rock ma ha un piccolo problema: è registrato veramente male!! Le parole quasi non si riconoscono, una chitarra ha un suono scialbo e la seconda ha un suono quasi fastidioso: l'impressione è che gli effetti delle chitarre, o le chitarre stesse, o le tecniche di registrazione usate (o tutti e tre gli elementi insieme) siano di bassissima qualità... I am evil degli Electric Fried Chicken! è invece un brano blues rock abbastanza tradizionale, suonato e registrato molto bene.
Non mi sono fermato poi ad ascoltare gli show case ma mi sembrava che ci fosse una bella atmosfera, anche se il pubblico che era presente quando sono passato io era un po' in là con gli anni...
Mi aspettavo che almeno i vinili che avevo chiesto arrivassero ma non sono totalmente deluso dal mio giro; Genova è una città che ha piccoli fermenti musicali che vanno però sostenuti, prima di tutto dai negozianti stessi, forza!!!!!!!!!!!!!!

sabato 14 aprile 2012

This is just a modern rock song, traduzione



Pubblico qui la traduzione di This is just a modern rock song, canzone dei Belle and Sebastian da cui ho tratto la frase che dà il nome al mio blog. Metto anche la canzone vera e propria nel caso vi venisse voglia di ascoltarvela un po'! 


Emma tried to run away,                                               Emma ha provato a scappare,
I followed her across the city,                                        Io l'ho inseguita per tutta la città,
She went out to the Easterhouse,                                   era andata verso Easterhouse
Because she liked the sound of it.                                  Perché le piaceva il suo suono.

She didn't have a single penny,                                     Lei non aveva neanche un penny,
She stuck a finger in the air,                                         ha mosso un dito nell'aria
She tried to flag down an aeroplane,                             provando a far atterrare un aeroplano,
I suppose she needs a holiday.                                     immagino che abbia bisogno di una vacanza.

I put my arm around her waist,                                     Le ho messo il braccio attorno alla vita
She put me on the ground with Judo,                             lei mi ha buttato a terra con una mossa di judo,
She didn't recognise my face,                                       non aveva riconosciuto la mia faccia,
She wasn't even looking.                                              Non stava neanche guardando

Laura's feeling just ideal,                                              Laura si sente proprio alla grande,
Her horoscope was nearly perfect,                                il suo oroscopo è praticamente perfetto,
She's thinking of something to do,                                 sta pensando a qualcosa da fare
Because she is The Birthday Girl.                                  Perché è la festeggiata.

She walked out to the edge of town,                              Ha fatto una passeggiata fino alla periferia,
She saw me lying in the park,                                       mi ha visto sdraiato nel parco,
She took Emma by the hand,                                        ha preso per mano Emma,
They've got a lot in common.                                        Hanno molto in comune.

I'll leave them to do what they want,                             Le lascerò fare ciò che vogliono,
I'll leave them to do what they need to,                         le lascerò fare ciò di cui hanno bisogno,
I'll go and play with words and pictures,                        andrò a giocare con parole e immagini,
I'll admit I'm feeling strange.                                        ammetterò di sentirmi strano.
[instrumental]

I'm not as sad as Doestoevsky,                                     Non sono così triste come Dostoevsky
I'm not as clever as Mark Twain,                                    non sono così sveglio come Mark Twain
I'll only buy a book for the way it looks,                          comprerò un libro per il suo aspetto
And then I stick it on the shelf again.                              e poi lo rimetterò sullo scaffale.

Now I could tell you what I'm thinking,                            Ora potrei dirti a cosa sto pensando
But it never seems to do you good,                                 ma non sembra mai che ti vada bene,
It's beyond me what a girl can see,                                 è oltre le mie capacità ciò che una ragazza può vedere
I'm only lucid when I'm writing songs.                             sono lucido solo quando scrivo canzoni.

This is just a modern rock song,                                     Questa è solo una moderna canzone rock,
This is just a sorry lament,                                             questo è solo un lamento dispiaciuto,
We're four boys in corduroys,                                         siamo quattro ragazzi coi pantaloni di velluto,
We're not terrific but we're competent.                            non siamo dei mostri di bravura ma ce la caviamo

Stevie's full of good intentions,                                       Stevie è pieno di buone intenzioni,
Richard's into rock 'n' roll,                                              Richard è fissato col rock and roll
Stuart's staying in and he thinks it's a sin,                       Stuart sta dentro e pensa che sia un peccato
That he has to leave the house at all.                             che sia stato obbligato a lasciare casa sua.

[instrumental]

This is just a modern rock song,                                    Questa è solo una moderna canzone rock,
This is just a tender affair,                                            questa è solo un tenera storia d'amore,
I count "three, four" and then we start to slow,               conto “tre e quattro” e iniziamo a rallentare,
Because a song has got to stop somewhere.                  perché una canzone deve fermarsi da qualche parte



mercoledì 4 aprile 2012

With fire (The Small cities) 2012 -princessrecords-


Qualche anno fa seguendo un blog americano che segnalava novità di piccole case discografiche, trovai un gruppo interessante, gli Small Cities, di cui comprai anche l'ep di debutto, omonimo. Era un lavoro di quello che si può definire alternative country, ben suonato e ben registrato, melodico e non banale, era il 2008.
A quattro anni di distanza il gruppo è ritornato, con un cd intitolato With fire, un buon lavoro di rock che arricchisce lo stile dell'ep, ricordando il country e il rock americano reinventato dai Wilco. Gli Small Cities provengono da una cittadina del Wisconsin ma lavorano a Minneapolis dove hanno portato le loro storie provinciali. Uno degli ingredienti principali è quello della nostalgia che trasuda da Last winter a Wonder years (che è a mio giudizio il pezzo migliore del disco, con i suoi cambi di tempo e -errore di registrazione molto ingenuo ma carino da ascoltare -con un colpo di tosse che si sente a metà canzone) mentre un altro è la religione, presente attraverso le storie raccontate dal capofamiglia (Abraham) e attraverso il dolore della triste Hospitals. A volte la chitarra slide mette un po' di distorsione, i ritmi rallentano o cercano soluzioni nuove mentre anche la voce si fa più evocativa (ad esempio in Laughter song). Non faccio l'amicone del gruppo e non uso nomi e cognomi rischiando di fare figuracce, ma è da notare che nella band sono in due a cantare e a scrivere i testi e, anche a leggere i pareri della stampa locale, la fusione degli stili dei due è ben riuscita.
Se vi capita date un ascolto a With fire, molto probabilmente non sarà il disco che vi cambierà la vita, ma vale la pena di dedicargli del tempo. Lo potete ascoltare, insieme all'ep di debutto, qui.

domenica 1 aprile 2012

La Domenica Delle Palme

Di sicuro questa è la festa della liturgia cattolica che capisco di meno: si celebra l'ingresso di Gesù a Gerusalemme tra la folla che lo acclama, ma la folla pochi giorni dopo lo rinnegherà e lo condannerà a morte. Si ricorda in fondo l'ipocrisia della gente, ma non dovrebbe essere poi una gran festa...
Invece la chiesa è sempre piena questa domenica, proprio di gente che nel resto dell'anno non si vede mai...
O forse è proprio qui il senso e il successo di questa festa: come 2000 anni fa la gente si era affrettata a festeggiare Gesù per poi condannarlo, così oggi la gente si affretta a celebrarlo nella Domenica Delle Palme per poi dimenticarlo nel resto dell'anno (a parte in un paio di altre feste, per essere precisi!)

sabato 24 marzo 2012

Suggestioni di lettura: il finale di La luna e i falò


Io più che Nuto vedevo Baracca, quest’altro morto impiccato. Guardai il muro rotto, nero, della cascina, guardai in giro, e chiesi se Santa era sepolta lì.
-Non c’è caso che un giorno la trovino? hanno trovato quei due…
Nuto s’era seduto sul muretto e mi guardò col suo occhio testardo. Scosse il capo. –No, Santa no, -disse, -non la trovano. Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla così. Faceva ancora gola a troppi. Ci pensò Baracca. Fece tagliare tanto sarmento nella vigna e la coprimmo fin che bastò. Poi ci versammo la benzina e demmo fuoco. A mezzogiorno era tutta cenere. L’altr’anno c’era ancora il segno, come il letto di un falò.

Questo è il paragrafo finale di La luna e i falò di Cesare Pavese, il testo è preceduto da una riga bianca che gli restituisce dunque una certa autonomia che ci consente di leggerlo da solo e di godere appieno della sua bellezza. Il finale (di un romanzo, di un racconto, di una poesia) è sempre un punto che l’autore cura particolarmente, per la sua posizione privilegiata di rimanere ben impresso nella mente del lettore e di riportare il senso della vicenda narrata. Pavese, che è sempre uno scrittore attento ai termini che utilizza e ai significati simbolici che possono trasudare dal testo, ha sempre scritto finali molto elaborati e di impatto.
Le righe conclusive della Luna e i falò sono dedicate a spiegare il destino di un personaggio importante per il romanzo: Santa, una ragazza che si è venduta collaborando con i tedeschi e diventando l’amante di alcuni militari e che con il suo comportamento ha fatto arrestare diversi partigiani. Una prima importante considerazione riguarda proprio il nome che Pavese sceglie per un personaggio del genere: Santa; la santa. Forse che il suo ruolo può essere visto come necessario e guidato dall’alto e la sua morte un martirio? Come in certe interpretazioni scritturali secondo cui il ruolo di Giuda era assolutamente inevitabile e dunque le sue colpe andrebbero sminuite, anche il ruolo di Santa può forse essere simile. Si rimanda forse ancora oltre (Pavese era anche acuto studioso di antropologia): agli antichi discorsi sull’ineluttabilità del male di cui sono ricche tutte le culture.
E sia che il ruolo di Santa fosse inevitabile o non lo fosse, era logico comunque che ci fosse la sua morte. E nel nome Santa è già inscritto un rogo: un po’ santa un po’ strega la protagonista deve finire tra le fiamme.
Anche l’ultima similitudine del libro è ampiamente significativa: il posto dove è stata Santa per l’ultima volta è paragonato al letto di un falò. Il falò è un simbolo ricorrente nella produzione di Pavese, sin da Paesi tuoi e anche il fatto che ritorni nel titolo del romanzo e sia la sua ultima parola è importante. Ma ci si vuole qui soffermare sull’altra parola della frase: il letto.
Il peccato di Santa è stato quello di andare a letto con dei militari tedeschi ed è giusto che quasi come un contrappasso il luogo dove è stato il suo corpo l’ultima volta appaia ora come un letto.

sabato 17 marzo 2012

La qualità del suono

Vi scrivo ascoltando musica dalle nuove casse che ho comprato per il mio pc!
Non starò qui a descrivere qualità del suono, motivazioni delle scelte o altre belinate del genere, volevo solo rendervi partecipi del mio stupore nel trovare gli altoparlanti, o i sistemi di casse, associati principalmente al cinema, mentre se si tratta di prodotti pensati specificamente per il computer li si consiglia per i videogiochi.
I sistemi che forniscono un suono avvolgente ad un prezzo non assurdo sono solo quelli che servono per l'home theathre e non per ascoltare musica, che dovrebbe essere l'utilizzo più scontato. Questo è di sicuro un segno dei tempi: da una parte il cinema ci ha abituato ad esperienze di coinvolgimento che aggrediscono i nostri sensi (effetti speciali, suono con effetto sorround, 3d) più che toccare le nostre emozioni, da un'altra parte siamo abituati a consumare musica a bassa definizione. L'mp3 è un formato molto godibile se è di buona qualità e assolutamente comodo per essere trasferito in poco tempo, tuttavia è lossy cioè occupa poco spazio perchè rinuncia ad alcune caratteristiche del suono considerate superflue, se inoltre non è codificato bene non si sente neanche in maniera piacevole. La maggior parte delle volte inoltre ascoltiamo musica da casse scadenti o da cuffiette e impianti di poco prezzo, immersi in mille altri rumori che non ci fanno capire l'effettiva qualità del suono o i dettagli dell'arrangiamento di una canzone e non parliamo della qualità della musica che esce fuori da un cellulare!!
Non sono un purista del suono, ascolto molta musica dall'i-pod dal momento che è comodo, però credo che sia un grosso peccato che attraverso mille segnali passi l'idea che la musica sia un bene che si può fruire come capita, senza attenzione. Privilegiare ciò che alla lunga non dà emozioni ma che colpisce i nostri sensi e basta (il cinema d'azione o horror, i videogiochi) è di sicuro un impoverimento per tutti